“Gli Ultimi della Classe” è il terzo ed ultimo film di Ragazzi e Cinema che affronta il tema del bullismo; conclude la trilogia, iniziata nel 2008 con “Solo Io” e proseguita nel 2011 con “Nessuno e Qualcuno”. Girato tra gennaio ed aprile 2013, il lungometraggio è stato proiettato per la prima volta in pubblico il 25 maggio 2013. 


Titolo Film: GLI ULTIMI DELLA CLASSE
Anno di Realizzazione: 2013
Regia e Sceneggiatura: GUIDO MILANI
Direttore della Fotografia: MARCO MELLI
Musiche originali: DINO DONI
Interpreti Principali: MARCO MARRA  SIMONE ALTIERI  MARIA SPIZZIRRI  MICOL MISSANA  DAVIDE TAGLIABUE

Trama: E’ trascorso un anno da quando Giuditta ha subito violenza da parte di Omar, suo compagno di classe. Ora, grazie all’aiuto dell’associazione “No Bullismo” e della Preside del Liceo “Galilei”, la ragazza è riuscita a trovare il coraggio di uscire allo scoperto e di denunciare. Proprio quando sembra che a scuola le cose stiano andando per il verso giusto, con una drastica riduzione di episodi di delinquenza, un evento sconvolge nuovamente gli equilibri di adolescenti ed adulti : al ritorno da una gita a Barcellona, la Guardia di Finanza irrompe e perquisisce gli studenti, trovando della droga nella valigia di David. Riaffiorano così ombre del passato che sembrava fossero svanite e che invece stanno coinvolgendo, a macchia d’olio, anche altri giovanissimi. 

Il film è dedicato a Francesco Scerbo, scomparso all’età di 14 anni, vittima di bullismo.

La sua storia è ricostruita nel lungometraggio, con particolare attenzione e delicatezza, traendo spunto dalla toccante testimonianza di mamma Renata, che il 22 novembre 1995 ha vissuto una tragedia immane.

Francesco si trovava lungo il marciapiede della stazione ferroviaria, quando un compagno – dal finestrino – lo ha invitato a “battere il cinque” con la mano; lui ha risposto ma quest’altro, per un’assurda forma di divertimento, gli ha afferrato il polso e lo ha tenuto aderente alla parete del treno. Alla ripartenza del convoglio, anziché desistere, non lo ha lasciato per oltre 130 metri, facendo un braccio di ferro da dentro; questo ha provocato la tragedia. Francesco è scivolato tra il marciapiede ed il treno e ha perso la vita.